Cucina attrezzata di un appartamento in affitto breve
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Tassa di soggiorno negli affitti brevi a Ferrara, Bologna e Venezia: chi paga e come si versa

di Filippo ArtusoAggiornato al 5 minuti di lettura

L'imposta di soggiorno sembra una cosa piccola: pochi euro a notte che paga l'ospite. Per chi affitta casa, però, è uno degli adempimenti che fanno più paura, perché chi gestisce l'alloggio ne risponde davanti al Comune. Se un ospite non la paga, o se una comunicazione salta, il problema è tuo.

In questo articolo spiego come funziona in generale e cosa cambia tra i comuni dove lavoro. Le tariffe le decide ogni Comune e cambiano spesso: prima di applicarle controlla sempre la delibera in vigore.

Come funziona, in generale

L'imposta di soggiorno è facoltativa per i Comuni: ognuno decide se applicarla, con quali tariffe e con quali esenzioni. Di solito si paga per persona e per notte, fino a un numero massimo di notti consecutive.

A pagarla è l'ospite. Chi gestisce l'alloggio ha però tre compiti:

  1. incassarla dall'ospite;
  2. versarla al Comune nei tempi stabiliti;
  3. presentare le comunicazioni periodiche al Comune e la dichiarazione annuale all'Agenzia delle Entrate, entro il 30 giugno dell'anno dopo.

Chi gestisce risponde anche dei mancati pagamenti degli ospiti, e poi può rivalersi su di loro.

Chi la incassa: Airbnb, Booking o tu

Dal febbraio 2024 Airbnb ha iniziato a riscuotere e versare l'imposta di soggiorno nei comuni italiani che la applicano: la calcola al momento della prenotazione e la gira al Comune. Conviene comunque controllare nell'annuncio che sia attiva per il tuo comune e con la tariffa giusta.

Per le prenotazioni da Booking e per quelle dirette (amici di amici, ospiti che tornano, il tuo sito) l'imposta la incassi tu, di solito all'arrivo o insieme al saldo.

Attenzione: il fatto che Airbnb versi l'imposta non chiude da solo i tuoi obblighi. Ogni Comune ha le sue regole sulle comunicazioni periodiche, e conviene chiedere al tuo se devi indicare anche i pernottamenti già pagati tramite la piattaforma.

Ferrara

Il Comune di Ferrara applica l'imposta a chi pernotta in città, con tariffe per persona e per notte stabilite dalla Giunta e pubblicate sul sito del Comune. I punti principali:

  • dal 1° gennaio 2026 si paga fino a un massimo di 7 notti consecutive (fino al 2025 erano 5);
  • sono esenti i minori di 18 anni e i residenti nel Comune di Ferrara;
  • la comunicazione e il versamento sono trimestrali, entro il 15 del mese dopo ogni trimestre: 15 aprile, 15 luglio, 15 ottobre e 15 gennaio;
  • la comunicazione va fatta anche se nel trimestre non c'è stato nessun ospite;
  • la dichiarazione annuale va inviata all'Agenzia delle Entrate, con Entratel o Fisconline, entro il 30 giugno dell'anno successivo.

Il pagamento e le comunicazioni passano dallo sportello telematico del Comune.

Comacchio e i Lidi

Comacchio ha un regolamento suo sull'imposta di soggiorno, che vale anche per i sette Lidi. Secondo il regolamento comunale si paga per persona e per notte fino a un massimo di 14 notti, con l'esenzione per i minori di 12 anni. Le tariffe per il 2026 sono state fissate con una delibera di Giunta dell'ottobre 2025 e sono legate al prezzo del soggiorno.

Al mare i soggiorni di una o due settimane sono frequenti, quindi il limite delle 14 notti conta più che in città. Prima della stagione conviene ricontrollare tariffe e modalità sul portale del Comune dedicato all'imposta.

Bologna

Bologna applica l'imposta con tariffe a fasce, che crescono con il prezzo della notte diviso per il numero degli ospiti. Nel 2025 il Comune aveva applicato tariffe maggiorate fino al 31 dicembre; per il 2026 le tariffe sono state fissate con un provvedimento del dicembre 2025.

Le guide che si trovano online riportano cifre diverse tra loro, soprattutto per le prenotazioni fatte tramite portali. Per questo non le riporto qui: l'unica fonte da usare è la delibera del Comune di Bologna. Tra le esenzioni ci sono i residenti e i bambini sotto i 14 anni.

Venezia e provincia

A Venezia l'imposta cambia in base alla zona (centro storico, isole, terraferma), alla stagione e al tipo di alloggio, e si paga per un numero massimo di notti consecutive. È tra le più alte d'Italia, e negli ultimi mesi si è parlato di aumentarla.

In provincia ogni comune fa da sé: Chioggia ha un regolamento che si applica anche a case vacanza e appartamenti ammobiliati per uso turistico, e anche Jesolo applica l'imposta. Per Caorle, Bibione, Cavallino-Treporti ed Eraclea vanno controllate le delibere dei rispettivi comuni.

Il ticket di accesso non c'entra

Il contributo di accesso a Venezia, il biglietto per entrare in città in alcuni giorni dell'anno, riguarda solo chi visita Venezia in giornata. Chi dorme in città è esente perché paga già l'imposta di soggiorno. Nelle istruzioni d'arrivo lo scrivo sempre, perché molti ospiti chiedono.

Gli errori più comuni

Questi sono gli sbagli che costano di più:

  • non fare la comunicazione trimestrale perché "tanto non ho avuto ospiti";
  • dimenticare le prenotazioni dirette, che nessuna piattaforma versa per te;
  • dare per scontato che Airbnb abbia applicato la tariffa giusta senza controllare;
  • non contare le esenzioni, oppure contarle senza farsi dare dall'ospite la documentazione richiesta;
  • dimenticare la dichiarazione annuale del 30 giugno.

L'omessa dichiarazione e l'omesso versamento hanno sanzioni che si sommano all'imposta dovuta. Quando un ospite non paga, la differenza la versi tu.

Se non vuoi pensarci

Con Porta Blu l'imposta di soggiorno la gestiamo noi: la incassiamo dagli ospiti quando serve, controlliamo le piattaforme, facciamo comunicazioni e versamenti nei tempi del Comune. Vale a Ferrara e provincia, a Bologna e in provincia di Venezia. Per sapere quanto può rendere la tua casa, scrivimi su WhatsApp dal pulsante qui sotto: la stima è gratuita.

Domande frequenti.

  • L'imposta si paga anche sui soggiorni lunghi?

    Solo fino al numero massimo di notti consecutive fissato dal Comune: a Ferrara 7, a Comacchio 14. Le notti successive non si pagano.

  • E se l'ospite si rifiuta di pagarla?

    Il pernottamento va comunicato lo stesso. A Ferrara, per esempio, chi gestisce risponde dei mancati pagamenti e può poi rivalersi sull'ospite. Conviene chiedere il pagamento per iscritto e conservare i messaggi.

  • L'imposta va inserita nel prezzo dell'annuncio?

    Di solito si indica a parte, così l'ospite capisce che è una tassa del Comune e non un costo del proprietario. Su Airbnb, dove la piattaforma la riscuote, viene aggiunta in automatico al totale della prenotazione.

Quanto può rendere la tua casa?

Ti dico quanto può rendere il tuo immobile, spese comprese. Gratis, senza impegno, in una chat.

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